Percorsi individuali per adulti

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Quando rivolgersi allo psicoterapeuta

Quando rivolgersi allo psicoterapeuta
Quando rivolgersi allo psicoterapeuta
Ci si può rivolgere allo psicoterapeuta in un momento particolarmente difficile della propria vita. Ad es. in occasione di una crisi di coppia, di un periodo di difficoltà nel rapporto con un figlio, dopo una separazione, un lutto, un cambiamento nell’ambito lavorativo.
Tutti questi eventi possono attivare un senso di fallimento o di perdita, che è importante contestualizzare e sdrammatizzare, distinguendo ciò che dipende da noi da ciò che non dipende da noi, alleggerendosi dai sensi di colpa, e chiarendosi le idee sugli obiettivi, risorse e ruolo che si vuol giocare, in una situazione pur per certi aspetti dolorosa.
Anche cambiamenti in sé positivi – ad es. la laurea, una promozione sul lavoro, il prossimo matrimonio, il diventare genitori oppure il matrimonio dei nostri figli, il pensionamento, un trasloco in una nuova casa più grande …- possono attivare un senso di inadeguatezza o di sovraccarico emotivo, che è importante contestualizzare e sdrammatizzare. Si possono prendere le distanze da aspettative troppo impegnative e irrealistiche di perfezione o “onnipotenza”, e scoprire e familiarizzarsi con le proprie concrete e realistiche risorse, con il proprio modo unico di affrontare le sfide.

Ci si può rivolgere allo psicoterapeuta quando si prova una particolare fatica nel vivere, una sensazione di ansia, di vuoto o tristezza.
Tali sensazioni sono spesso dovute ad una discrepanza fra ciò che pensiamo di essere e ciò che sentiamo di voler o dover essere.
La psicoterapia aiuta a ridurre questa distanza. Da un lato vengono messe in discussione e ridimensionate le proprie aspettative su ciò che si dovrebbe essere per non sentirsi in colpa o inadeguati. Tali aspettative infatti si basano spesso su modelli appresi, che potrebbero non servirci o non corrisponderci più, sempre che ci abbiano mai corrisposto. D’altro canto possiamo scoprire di avere predisposizioni, bisogni e risorse, che non pensavamo di avere, e che ci permettono di realizzarci autenticamente e pienamente, in consonanza soprattutto con noi stessi.

Che cos’è la psicoterapia

Che cos’è la psicoterapia
Che cos’è la psicoterapia
La psicoterapia è basata sul racconto del paziente, l’ascolto, il dialogo, la collaborazione nella ricerca di significati. Il materiale su cui si lavora sono i racconti della propria quotidianità, ove questa desti dubbi e disagi; eventuali ricordi del passato, se legati all’attuale difficoltà, e suscitati spontaneamente da essa; la storia delle relazioni significative vissute nella famiglia di origine e delle relazioni affettive; ed infine i sogni, il cui significato viene costruito insieme da paziente e terapeuta, e mette in luce paure, bisogni e risorse della persona.
La presenza non giudicante del terapeuta, il suo ascolto empatico, ed il comune impegno a comprendere e dare senso alle problematiche portate dal paziente, aiutano la persona a sentirsi meno sola con le proprie paure, precetti morali, presupposte inadeguatezze. Le è possibile sperimentare nella relazione con lo psicoterapeuta, e poi mettere in atto nei confronti di se stessa, un atteggiamento benevolo, attento, incoraggiante ed un po’ più obiettivo.
Il consolidamento di tale atteggiamento può portare il paziente a superare il senso di scoraggiamento e colpevolizzazione, per es. nell’elaborare un lutto o nell’affrontare una separazione. Nelle relazioni affettive lo porta a fare più riferimento a sé, invece che alle aspettative altrui, nel valutare ad es. i propri bisogni.
Viene sperimentata una relazione terapeutica sostanzialmente paritaria, grazie all’approccio dialogico, alla condivisione della ricerca di significati, e della formulazione di ipotesi. Questo aiuta a stabilire una paritarietà anche in altre relazioni significative: con i genitori, con il partner, con i figli, con i colleghi o i responsabili. Diminuisce così la paura di sbagliare,… si sdrammatizzano le conseguenze delle proprie azioni,… si vede l’altro non tanto come autorità, giudice, o dispensatore di gioie o pene; ma come interlocutore, partner di una relazione, con cui stabilire un dialogo e condividere progetti, anche a partire da punti di vista in parte diversi.

Come orientarsi fra le varie figure "Psi"

Come orientarsi fra le varie figure
I non addetti ai lavori si trovano spesso in difficoltà nel momento di scegliere un professionista a cui rivolgersi per un problema psicologico.

Al fine di fare un po’ di chiarezza è utile innanzi tutto conoscere la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e medico psichiatra o neuropsichiatra infantile.

Lo psicologo ha conseguito una laurea in Psicologia e una successiva abilitazione avendo superato un Esame di Stato. Può fornire consulenza e formulare psicodiagnosi, ma non può offrire una psicoterapia in senso proprio. La maggior parte degli psicologi non psicoterapeuti si occupano di importanti ambiti di applicazione della psicologia (psicologia del lavoro, della salute, dello sport, prevenzione…) ma non di psicoterapia in senso proprio.
Lo psicologo psicoterapeuta ha seguito, presso una Scuola riconosciuta e abilitata, un percorso di specializzazione della durata di 4 anni, cioè una formazione – non solo teorica ma che prevede una parte pratica, un tirocinio sul campo, e sovente una psicoterapia personale – in uno dei molti indirizzi o metodi psicoterapeutici.

Lo psichiatra e il neuropsichiatria infantile, invece, hanno seguito un percorso di studi differente: si sono laureati in Medicina e, dopo il conseguimento della Laurea e il superamento dell’Esame di Stato, si sono specializzati in uno di questi due indirizzi.
Una prima differenza importante rispetto allo psicologo psicoterapeuta è che psichiatra e neuropsichiatra, in quanto medici, possono prescrivere farmaci. Per quanto riguarda la formazione alla psicoterapia gli psichiatri e i neuropsichiatri vengono formalmente riconosciuti come psicoterapeuti grazie alla specializzazione conseguita. Non tutti però integrano il titolo di specialità con una formazione personale ed esperienziale specifica presso una scuola di psicoterapia riconosciuta.
Pertanto, se ci rivolgiamo a una di queste figure per una psicoterapia, è utile appurare se, oltre alla specializzazione, ha seguito una formazione personale in uno specifico metodo psicoterapeutico. A questo proposito ricordo che è sempre un diritto essere informati adeguatamente dallo specialista a cui ci si rivolge.

Fatte queste precisazioni è possibile iniziare a capire come muoversi in pratica.
Possiamo rivolgerci a uno psicologo non psicoterapeuta solo se riteniamo di aver bisogno di una breve consulenza su un argomento circoscritto.
Se invece attraversiamo un momento di difficoltà personale significativo, e ancor più se presentiamo un problema psicologico specifico (disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare …), è sempre necessario rivolgersi a uno psicoterapeuta. Sulla scelta di chi può risultare, per ciascuno di noi, lo psicoterapeuta migliore è possibile consultare: Come scegliere il miglior psicologo quando attraversiamo un momento di difficoltà?

Infine, se riteniamo di aver bisogno di farmaci, o se tale bisogno emerge nel corso di una psicoterapia, è necessario rivolgersi a un medico.
In base alla mia esperienza è preferibile tenere distinte le due figure: chi ci prende in carico come psicoterapeuta è bene non sia lo specialista che si occupa della prescrizione e del monitoraggio dei farmaci. E’ però senz’altro utile che le due figure professionali si possano informare e consultare reciprocamente, naturalmente dopo aver informato il paziente e aver avuto il suo consenso.

Psicoterapia on line nell’emergenza corona virus

Psicoterapia on line nell’emergenza corona virus
Nella attuale situazione di grave emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19 (vademecum dell’Ordine degli Psicologi sul coronavirus) diviene necessario poter svolgere i colloqui psicologici anche on-line. È una possibilità che già prevedevo nella mia pratica e che ora propongo sempre, ove possibile.
Quando la psicoterapia o i colloqui psicologici on-line?
I colloqui di psicoterapia si svolgono solitamente incontrandosi presso lo studio del professionista, ma ormai da alcuni anni un numero sempre maggiore di colleghi propone anche la possibilità di ‘incontrarsi’ utilizzando tecnologie digitali che permettano il colloquio a distanza. Anche l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha previsto e normato questa pratica (raccomandazioni Ordine Psicologi Nazionale su prestazioni on-line) . Inizialmente ho proposto questa possibilità in situazioni di psicoterapie in corso quando il paziente doveva, ad esempio, recarsi per un periodo all’estero. Il momento di emergenza in cui ci troviamo impone:
a) di proporre a tutte le persone in carico di continuare i colloqui con modalità on-line;
b) di prevedere anche che una consulenza psicologica o un percorso di psicoterapia inizi direttamente con un primo colloquio on-line.
Come si svolge il primo colloquio on-line?
Il primo colloquio serve ad ascoltare e comprendere la richiesta, le difficoltà e gli obiettivi della persona che si rivolge a me; e a valutare insieme l’opportunità di iniziare una consulenza psicologica o una psicoterapia, decidendone modalità e tempi.
Affinchè il primo colloquio possa svolgersi on-line, è innanzi tutto necessario che la persona che lo richiede possa disporre di un’ora di tempo in un ambiente tranquillo e non disturbato. Come supporto tecnico può essere sufficiente lo smartphone per effettuare una videochiamata WhatsApp, o un pc con collegamento Skype.
Se al termine del primo colloquio decidessimo di iniziare una consulenza psicologica o una psicoterapia, invierò via mail i moduli per la privacy e per il consenso informato specifici per la consulenza on-line, nonché la conferma dei costi e le modalità di pagamento e di fatturazione.

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